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Migrante, emigrato, immigrato. Significato e differenze

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Quali le differenze tra migrante e migrante forzato? Cosa significa migrante climatico? Di seguito una lettura per un nuovo lessico delle migrazioni.
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Pubblicato: 15/02/21


Migrante: applicabile a colui che migra, che si sposta verso un altro luogo rispetto alla sua sede abituale e/o di origine. Nel linguaggio comune odierno, e in riferimento agli scenari di conflitto, è oramai utilizzato come sinonimo di “profugo” o di “migrante forzato”. Nel lessico delle Nazioni Unite, per migrante si intende “un individuo che ha risieduto in un Paese straniero per più di un anno, indipendentemente dalle cause e dai mezzi adoperati per migrare”. Tale definizione intende migrante unicamente quella persona che ha lasciato il proprio paese per ragioni economiche e, quindi, di lavoro. I migranti possono essere "emigrati" o "immigrati".

Migrante forzato: termine generico che definisce colui che è costretto a lasciare il proprio paese a causa di conflitti, calamità naturali e, più in generale, minacce alla vita e al sostentamento.


I termini “emigrante” e “immigrato”

Immigrazione emigrazione, significato
Differenza tra "emigrazione" e "immigrazione"

Immigrato: (prefisso in- , che migra da fuori a dentro, da lì a qui); il migrante che si è trasferito in un altro paese, in riferimento al paese in cui arriva. Più precisamente il termine immigrato va utilizzato per indicare le persone arrivate nel paese di chi scrive/parla. Per un italiano, l'immigrato è colui che arriva in Italia. Per un tedesco, un immigrato è colui che arriva in Germania. In questo senso, immigrato è il contrario di emigrato.

Emigrato, emigrante: (prefisso e-, che migra da dentro a fuori, da qui a lì); si utilizza per definire una persona che si trasferisce in un altro paese, ma in riferimento al paese che lascia. Per un italiano, sono emigranti gli italiani che si trasferiscono in un altro paese. Emigrato è il contrario di immigrato.

Altre definizioni e classificazioni

Profugo: è un termine generico che definisce quella persona costretta a lasciare il proprio paese a causa di conflitti bellici, persecuzioni, disastri naturali. Nel Glossario sull'asilo e la migrazione (2012) della Commissione europea viene indicato quale sinonimo di “sfollato”.

Richiedente asilo: è colui che, trovandosi fuori dal proprio paese, effettua una domanda di asilo in un altro Stato, al fine di ottenere lo status di Rifugiato. Il Regolamento di Dublino definisce il richiedente asilo come “il cittadino di un paese terzo o l'apolide che abbia manifestato la volontà di chiedere la protezione internazionale sulla quale non è stata ancora adottata una decisione definitiva”.

Rifugiato: è uno status riconosciuto a quella persona che si trova al di fuori del proprio paese di origine poiché teme, a ragione, che in quello possa essere perseguitata per motivi di razza, religione, opinione o appartenenza a un determinato gruppo sociale. La definizione di rifugiato è data dall'art. 1 del cap. 1 della Convenzione di Ginevra del 1951 (consultabile al seguente link: https://www.unhcr.org/it/wp-content/uploads/sites/97/2016/01/Convenzione_Ginevra_1951.pdf)


Definizione di “migrante climatico”

   Il termine “rifugiato ambientale” (environmental refugees, la cui traduzione corretta è “profugo ambientale”) fu utilizzato per la prima volta dallo scrittore Lester R. Brown, in un documento del 1976: Twenty-Two Dimensions of the Population Problem; riferendosi a coloro che sono costretti a lasciare il proprio paese a causa di eventi climatici estremi. In seguito, il termine fu utilizzato all'interno del rapporto dell'International Institute for Environment and Development del 1986, redatto dopo gli avvenuti disastri ambientali di Bhopal in India (1984) e Chernobyl, e definisce rifugiati ambientali “quelle persone che sono state costrette a lasciare il loro habitat tradizionale […] a causa di un'interruzione ambientale […] che ha messo in pericolo la loro esistenza e/o gravemente influito sulla qualità della loro vita”; dove per “interruzione ambientale” si intende “ogni cambiamento fisico, chimico e/o cambiamento biologico nell'ecosistema […] che lo rendono […] inadatto a sostenere la vita umana”.

   Nel Glossario sull'asilo e la migrazione (2012) si parla invece, con riferimento ai migranti climatici, di “sfollamento per motivi ambientali”, causato da “improvvisi e drastici cambiamenti climatici”.

Letture utilii

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