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Tullio Cannella, biografia di un pentito

di | leTrattative - Blog
Tullio Cannella, imprenditore in odor di mafia: dall'amicizia con Leoluca Bagarella alla collaborazione con la giustizia
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Pubblicato: 04/11/22

Nato a Palermo il 18 agosto 1953, Tullio Cannella è imprenditore edile dell'Euromare Village, ed è tra i fondatori del partito secessionista – a guida mafiosa – Sicilia Libera. Dopo l'arresto nel 1995, diventa collaboratore di giustizia.

   Tullio Cannella non è punciutu, non è un soldato mafioso vero e proprio, ma – come disse lui stesso – “ho vissuto per molti anni della mia vita, data la mia attività imprenditoriale, ai margini di quella che può essere la vera e propria struttura organizzativa di Cosa nostra”1. Cannella ha conosciuto “vari personaggi, anche di spicco, di Cosa nostra”2.

   Nel 1983 collabora con Domenico Sanseverino per la costruzione di un edificio a Palermo, i cui lavori sono intestati alla Malaspina SRL, e per un edificio attiguo, costruito dalla Immobili Sicilia SPA. Sebbene entrambe le società fossero di Sanseverino, Cannella ammette che esistevano soci occulti, come, tra i tanti, Pino Savoca e Pino Greco.

   Tramite Sanseverino, Cannella entra in rapporti con Filippo La Rosa, cugino di Pino Greco, e curatore di alcuni affari dei fratelli Graviano. È in questo periodo che Cannella diventa prestanome dei Graviano, venendogli intestato il Villaggio Euromare di Campofelice di Roccella, nel palermitano, e alla cui amministrazione siede Tony Calvaruso.

   Con Calvaruso, Cannella apre il locale notturno Les Tours d'Orient, sempre sotto la gestione de facto dei Graviano, e sito all'interno del Villaggio Euromare. Aperto per riuscire a guadagnare le somme richieste dai sempre più pressanti Graviano, il night club è frequentato da esponenti di Cosa nostra, dagli stessi Graviano, da Ciccio Tagliavia e Fifetto Cannella3. Nel 1990 Tullio Cannella, assieme a Calvaruso, e proprio in relazione alle attività del locale notturno, viene arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

   Nel giugno 1993 a Pollina, vicino Cefalù, Cannella incontra per la prima volta Leoluca Bagarella. Su sollecitazione dei Graviano, Cannella dà ospitalità a Bagarella ignorandone – almeno nei primissimi contatti – la reale identità.

   Il rapporto tra i due si fa stretto. Cannella considera Bagarella un amico, ed è uno tra i pochi a potersi rivolgere al mafioso dandogli del “tu”. D'altro canto, anche Bagarella si fida di Cannella, e lo dimostra fin da subito.

   Nell'autunno 1993, su iniziativa di Bagarella, Cosa nostra tenta di creare il nuovo movimento politico Sicilia Libera, della cui formazione – a ottobre '934 – viene incaricato proprio l'imprenditore Tullio Cannella5. Il progetto politico sarà poi abbandonato da Cosa nostra.

   Nel giugno 1995 Leoluca Bagarella viene arrestato mentre alloggia in un edificio costruito una quindicina di anni prima da Cannella6. Nello stesso periodo, una settimana dopo il fermo di Bagarella, viene arrestato anche Cannella, che quasi immediatamente diventa collaboratore di giustizia.

   Poco tempo dopo, a novembre dello stesso anno, Cannella depone per la prima volta come pentito presso l'aula bunker di Rebibbia7. durante il processo Golden market. La collaborazione di Cannella aveva già portato, l' 8 novembre, all'arresto dell'allora presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto (Forza Italia), accusato di associazione mafiosa.

   Nell'aprile 1996 la madre adottiva di Cannella, 84 anni, viene aggredita nel quartiere Brancaccio di Palermo. La violenza è rivendicata con una telefonata da un anonimo che si dichiara appartenente a Cosa nostra8.

   Nel 2001, nell'ambito del processo a Marcello Dell'Utri, Cannella parla di Giacomo Vitale, l'uomo coinvolto nel delitto di Giorgio Ambrosoli, affermando che Vitale gli aveva confidato di “ingenti somme di denaro" che Stefano Bontate, boss di Cosa nostra, aveva versato alla P2.

   Nel 2014 durante il processo trattativa Stato-mafia, Cannella dichiara che Leoluca Bagarella gli confidò alcuni sospetti su Provenzano. Nella parole di Cannella, Bagarella pensava che l'arresto di Totò Riina fosse avvenuto a causa di una soffiata di Provenzano ai carabinieri.


1 Processo Golden market, 22 novembre 1995, audizione di Tullio Cannella

2 Ibid.

3 Processo Musotto, 11 aprile 1997, audizione di Tullio Cannella

4 Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, 2013, p. 137, disponibile al link: https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/289522.pdf

5 Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, 2009, disponibile al link: https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/217633.pdf

6 La Repubblica, 26 giugno 1995, “Dio mio, è proprio lui... è nostro”, dispoibile al link: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/26/dio-mio-proprio-lui.html?ref=search

7 La Repubblica, 23 novembre 1995, “Incontrai Bagarella nella villa di Musotto”, disponibile al link: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/23/incontrai-bagarella-nella-villa-di-musotto.html?ref=search

8 L'Unità, 17 aprile 1996, Picchiata la madre del pentito Cannella, disponibile al link: https://archivio.unita.news/assets/main/1996/04/17/page_009.pdf


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