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Quello che unisce Russia, Cina e Corea del Nord

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Con Washington che perde terreno in Asia mentre le relazioni con Mosca e Pechino si deteriorano, l'asse sino-russo volge gli occhi alla Corea del Nord
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Pubblicato: 15/09/22

Mentre il 1° agosto la Cina celebrava la fondazione dell'Esercito popolare di liberazione (PLA), il ministro della Difesa nordcoreano Ri Yong-gil inviava un messaggio al suo omologo cinese, Wei Fenghe. Stando a quanto riportato dall'agenzia di stampa centrale coreana ufficiale di Pyongyang (KCNA), "il messaggio sottolineava che l'esercito popolare coreano avrebbe condotto operazioni coordinate strategiche e tattiche con il PLA"1.

   Solo due settimane dopo, il 15 agosto, sempre la KCNA riferiva di uno scambio di lettere tra il presidente russo Vladimir Putin e il leader supremo coreano Kim Jong-un, in occasione dell'anniversario della resa del Giappone nella seconda guerra mondiale. Mentre la Russia prometteva di incrementare le relazioni con la Corea del Nord, in conformità “agli interessi dei due paesi”, la Corea del Nord palesava forte entusiasmo per la loro "amicizia fraterna"2.

   Non è inusuale per Cina, Russia e Corea del Nord scambiarsi formali dichiarazioni di amicizia, ma da quando la forza diplomatica degli Stati Uniti ha perso slancio in Asia orientale, i legami che intercorrono tre Pechino, Mosca e Pyongyang si sono fatti sempre più stretti.


Russia, Cina e Corea del Nord

   Negli anni passati in molti avevano guardato a un possibile avvicinamento tra Stati Uniti e Corea del Nord, dacché i due paesi avevano avviato una trattativa volta a ridimensionare il programma nucleare coreano. Da tale accordo, Pyongyang avrebbe ottenuto relazioni diplomatiche e legami economici necessari per svincolarsi dalla dipendenza di Russia e Cina. Questo processo vide il suo culmine in due incontri – nel 2018 e nel 2019 – tra l'allora presidente Donald Trump e Kim Jong-un, inaugurati da una dichiarazione congiunta per indire nuove relazioni diplomatiche tra i due paesi3.

   Tuttavia l'approccio si rivelò un totale fallimento e a oggi le relazioni sono bloccate. Abbandonato quindi il tentativo di un disgelo con Washington, Pyongyang torna a guardare a Cina e Russia, optando per una cooperazione recepita quale più pragmatica, e che vede la Corea del Nord far fronte – almeno nell'immediato – a quelle esigenze urgenti che da sempre attanagliano il paese: l'approvvigionamento di cibo e di carburante. I principali fornitori di prodotti petroliferi alla Corea del Nord rimangono, appunto, i governi di Russia e Cina, i quali hanno più volte impedito al comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di monitorare la quantità delle importazioni di Pyongyang4, e che le sanzioni internazionali vorrebbero soggette a un limite annuo.

   Con lo stallo nelle relazioni USA che rendono Cina e Russia l'unica alternativa diplomatica, non sorprende che la Corea del Nord stia optando per una sempre più energica presa di posizione a favore dei suoi 2 vicini geografici. Se il 2 marzo 2022 la Corea del Nord è tra i 5 paesi a votare alle Nazioni Unite contro la mozione di condanna dell'invasione dell'Ucraina5, a luglio è diventata la prima nazione, dopo Russia e Siria, a riconoscere le c.d. repubbliche del Donbass. Intanto, mentre le relazioni USA e Cina si fanno sempre più tese sulla questione Taiwan, la Corea del Nord definisce “imperdonabile” la visita sull'isola da parte di Nancy Pelosi, presidente della Camera degli Stati Uniti.

   Se è Kim Jong-un a fare gli occhi dolci, l'amore risulta comunque corrisposto: a gennaio 2022 Cina e Russia bloccano le nuove sanzioni delle Nazioni Unite contro la Corea del Nord, e a marzo chiedono la revoca di alcune sanzioni già in vigore. Così, mentre a settembre la Pechino di Xi Jinping è pronta “per lo sviluppo delle relazioni tra le due parti” poiché il “mondo sta entrando in un nuovo periodo di turbolenza”6, la intelligence statunitense fa sapere che la Mosca di Putin sta acquistando milioni tra razzi e proiettili dalla Corea del Nord.

   La notizia delle spedizioni di armi della Corea del Nord a Mosca, in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano al governo coreano di esportare o importare armi, è anche stata interpretata come una difficoltà russa a rifornire le truppe impiegate in Ucraina. Vero o non vero che sia, non si può tuttavia negare che il conflitto non sta solo mettendo alla prova la resilienza del Cremlino, ma anche quella dei suoi alleati.

L'asse Mosca-Pechino alla prova del nove

   Mentre Kim Joung-un tenta di saldare il triumvirato, le difficoltà di Mosca sui campi di battaglia, e i rallentamenti nelle economie cinesi, segnano la messa alla prova delle relazioni tra i due giganti. Nel febbraio 2022 Mosca e Pechino avevano stipulato la storica “partnership senza limiti” che ha visto, da un lato, la Cina emergere come uno dei principali acquirenti di materie prime russe – contribuendo a mantenere a galla le casse di Mosca – dall'altro lato, il Cremlino si è affrettato a sostenere l'agenda di Pechino, tra cui la posizione inerente Taiwan, dove è stata promessa "assoluta solidarietà alla Cina".

   Resta il fatto che il rifiuto del paese asiatico a condannare l'aggressione dell'Ucraina ha reso la Cina legata a una guerra che finora si è ritorta contro la Russia. A questo punto, come scrive il New York Times, “Qualsiasi grave indebolimento del dominio di Putin in Russia potrebbe danneggiare la posizione di Pechino in un momento in cui la leadership sta affrontando le ricadute politiche ed economiche delle sue rigide politiche Covid”7.

   Se la Cina cominciasse a ritenere fonte di imbarazzo la situazione russa, i rapporti non potrebbero far altro che risentirne. Rimangono tuttavia le esercitazioni militari congiunte nell'ovest del Pacifico, le ultime delle quali svoltesi nella prima settimana di settembre. Qui, la partecipazione cinese mirava “ad approfondire la cooperazione pragmatica e amichevole tra le forze armate dei paesi coinvolti”, ma soprattutto, puntava a “migliorare la capacità di rispondere congiuntamente a varie minacce alla sicurezza"8.

Le possibilità della politica USA

   Dopo i clamorosi fallimenti trascorsi, l'agenda del presidente Joe Biden non prevede alcuna vera strategia in Corea del Nord, avendo palesato da tempo la preferenza per un “approccio calibrato e pratico”9 – così come definito dalla portavoce della Casa Bianca dopo i primi 100 giorni dell'amministrazione Biden – e che nel concreto ha segnato la ritirata diplomatica. Emblematica la decisione degli States di non nominare un negoziatore speciale per la Corea del Nord, che riflette appieno quelle scarse o nulle aspettative sulla possibilità di denuclearizzare il paese. Oggi è evidente che l'abbandono degli Stati Uniti dei tavoli delle trattative si è tradotto in una situazione tutta a favore di Pechino. La Cina infatti vede nella proliferazione nucleare del piccolo vicino geografico un deterrente alle ingerenze statunitensi nell'area dell'ovest del Pacifico. Non a caso, con gli USA fuori dai giochi, l'alleanza tra i 2 paesi asiatici è andata subito rafforzandosi, mentre si palesa con maggiore realismo la prospettiva di legami militari rafforzati tra Corea del Nord, Russia e Cina, che rendono il nord-est asiatico zona off-limits per l'occidente.

   Mentre gli Stati Uniti si trovano sempre più paralizzati in politica estera, con il frequente uso della minaccia di interventi militari quale unica possibilità diplomatica (si veda Taiwan, si veda l'Iran), in Corea del Nord sarebbe un grave errore battere la medesima strada. La carta sul tavolo è quella già proposta da diversi analisti, e cioè la riapertura dei negoziati con una maggiore elasticità alle richieste nordcoreane, mettendo definitivamente da parte il tipico approccio punitivo che l'occidentale ha riservato finora a Pyongyang.

   Tuttavia, c'è da chiedersi quale presidente potrebbe mai tentare una strada del genere, mentre il rischio di perdere la base elettorale nel proprio paese diventa altissimo. Sulle possibili aperture al regime nordcoreano – dirette ovviamente a limitare la influenza sino-russa sull'area – è infatti ormai troppo facile incontrare l'ostilità dell'opinione pubblica, educata dalla stampa internazionale a ritenere Kim Jong-un poco più che un furfante dai gusti eccentrici, similmente a come si fece con il dittatore ugandese Idi Amin Dada negli anni '70, quando, all'ombra delle caricature satiriche, poté agire indisturbato per quasi un decennio.



1 The Korea Times, 2022. North Korea's defense minister congratulates China on its military's founding anniversary. [online] koreatimes. Disponibile al: <https://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2022/08/103_333681.html> [Accesso 15 settembre 2022]. Cfr. KCNA, 2022. DPRK Minister of National Defence Sends Greetings to His Chinese Counterpart, al 15/09/22 disponibile online (si è preferito non inserire il link in quanto il sito non è considerato sicuro).

2 BBC, 2022. Russia vows to expand relations with North Korea. [online] BBC News. Disponibile al: <https://www.bbc.com/news/world-asia-62462276> [Accesso 15 settembre 2022].

3 Ambasciata USA a Bangkok, 2018. Joint Statement of President Trump and Chairman Kim Jong Un at the Singapore Summit. [online] U.S. Embassy & Consulate in Thailand. Disponibile al: <https://th.usembassy.gov/joint-statement-president-donald-j-trump-united-states-america-chairman-kim-jong-un-democratic-peoples-republic-korea-singapore-summit/> [Accesso 15 settembre 2022].

4 Lederer, E., 2019. Russia, China Block UN From Saying North Korea Violated Sanctions. [online] Thediplomat.com. Disponibile al: <https://thediplomat.com/2019/06/russia-china-block-un-from-saying-north-korea-violated-sanctions/> [Accesso 15 settembre 2022].

5 Nazioni Unite, 2022. General Assembly resolution demands end to Russian offensive in Ukraine. [online] UN News. Disponibile al: <https://news.un.org/en/story/2022/03/1113152> [Accesso 15 settembre 2022].

6 Cina, Ministero degli Esteri, 2022. Xi Jinping Sends Message of Congratulation to DPRK Supreme Leader Kim Jong Un on the 74th Anniversary of DPRK National Day. [online] Ministero degli Esteri della RPC. Disponibile al: <https://www.fmprc.gov.cn/eng/zxxx_662805/202209/t20220909_10764531.html> [Accesso 15 settembre 2022].

7 Bradsher, K., Troianovski, A. e Perlez, J., 2022. Challenges for Russia and China Test a ‘No-Limits’ Friendship. [online] Nytimes.com. Disponibile al: <https://www.nytimes.com/2022/09/13/world/asia/china-russia-xi-putin.html> [Accesso 15 settembre 2022].

8 Ministero della Difesa della RPC, 2022. China sends over 2,000 troops to Vostok-2022 exercises. Al 15/09/22 disponibile online sulla versione in inglese del sito del Ministero della Difesa cinese (si è preferito non inserire il link in quanto il sito non è considerato sicuro).

9 USA, Casa Bianca, 2021. Press Gaggle by Press Secretary Jen Psaki Aboard Air Force One En Route Philadelphia, PA. [online] Disponibile al: <https://www.whitehouse.gov/briefing-room/press-briefings/2021/04/30/press-gaggle-by-press-secretary-jen-psaki-aboard-air-force-one-en-route-philadelphia-pa/> [Accesso 15 settembre 2022].


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