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Il Maxiprocesso in breve

di | leTrattative - Blog
Il Maxiprocesso si svolse dal 10 febbraio 1986 al 30 gennaio 1992. In questa pagina leTrattative.it offre un rapido riassunto.
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Pubblicato: 20/10/18


maxiprocesso riassunto

Denominato dalla stampa Maxiprocesso a causa del gran numero di imputati chiamati a giudizio — 474 in primo grado —, il processo di Palermo contro esponenti di Cosa nostra si protrasse dal 10 febbraio 1986 al 30 gennaio 1992.

Contesto storico: La guerra di mafia

   All'inizio degli anni '80 all'interno di Cosa Nostra si scontrarono due gruppi: quello dei Corleonesi, capeggiato da Totò Riina, e quello guidato da Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti.

   Il periodo che va dal 1981 al 1983 vede macchiarsi di 600 omicidi di stampo mafioso, con il clan dei Corleonesi che uscì trionfante dal conflitto.

Il pool antimafia

   Per contrastare le violenze, in qualità di consigliere istruttore presso il tribunale di Palermo, Rocco Chinnici diede vita a un gruppo di magistrati che si sarebbero occupati esclusivamente dei crimini perpetrati dai mafiosi.

   Chinnici venne assassinato nel 1983 da Cosa Nostra. A sostituirlo subentrò Antonino Caponnetto, che nel pool antimafia chiamò personaggi del calibro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

TOMMASO BUSCETTA

   Un contributo fondamentale alle indagini fu svolto dai pentiti mafiosi. Tra questi spicca il nome di Tommaso Buscetta, membro di Cosa Nostra e facente parte della corrente sconfitta dai Corleonesi di Totò Riina.

   Soprattutto le testimonianze di Buscetta, permisero ai magistrati siciliani di comprendere l'organizzazione di Cosa Nostra, all'epoca ancora sconosciuta.

   Inoltre, grazie alle dichiarazioni del pentito, il 29 settembre 1984 le autorità eseguirono 366 mandati di cattura nei confronti di presunti mafiosi. L'operazione è ricordata come il blitz di San Michele.

Il maxiprocesso

   Per svolgere il processo viene edificata in tempi record un'aula specifica, ribattezzata aula bunker. Qui, il 10 febbraio 1986, sotto la presidenza di Alfonso Giordano si apre il processo di primo grado. Gli imputati dietro le sbarre, presenti in aula, sono 221. A questi si aggiungono 194 latitanti e 59 a piede libero. 474 imputati in totale, scesi a 460 a sole 14 ore dall'inizio del processo.

   Per tutto lo svolgersi del maxiprocesso detenuti e avvocati difensori cercano di rallentarne i procedimenti. La richiesta più spinosa è quella di procedere alla lettura di tutti gli atti processuali. Una pratica che nel caso del maxiprocesso avrebbe richiesto più di 2 anni di lavoro. Per svincolarsi dal problema il Parlamento emana una legge apposita.

   Il maxiprocesso riesce così ad arrivare al suo epilogo. E' l'11 novembre 1987 quando la Corte d'assise si ritira in camera di consiglio. Vi rimarrà 35 giorni, al termine dei quali si sferrerà un colpo decisivo a Cosa nostra. Il 16 dicembre 1987 il presidente Giordano impiega un'ora e mezza per leggere nomi e condanne. Ma lo fa, implacabile, come un fiume in piena.

   114 assolti, 346 condannati. 19 ergastoli in tutto. In totale gli imputati hanno guadagnato 2665 anni di reclusione da spartirsi. La stampa internazionale è euforica. Cosa Nostra però non si spaventa. I capi della cupola pensano che le condanne non diventeranno mai definitive.

   Tuttavia, contro ogni loro aspettativa, il 30 gennaio 1992 la quasi totalità delle condanne pronunciate in primo grado verrà confermata dalla Corte di Cassazione, diventando definitiva.

   Comincia in quel momento la stagione delle stragi.



   A memoria dell'enorme lavoro che diede il via al maxiprocesso, la Fondazione Falcone ha reso disponibili alla lettura e al download i principali atti processuali. Sono inoltre presenti alcuni degli interrogatori dei collaboratori di giustizia.

   I documenti in questione sono consultabili al seguente link:

https://www.fondazionefalcone.org/maxiprocesso/#documenti


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